Poenta e schie: ovvero la tradizione del Veneto nel piatto.

Questa ricetta, da sempre una delle più tipiche e tradizionali della cucina veneta (più precisamente veneziana), oggi è diventata un piatto molto ricercato nei ristoranti.

La croccantezza della schia fritta, da mangiare con tutto il carapace, si sposa perfettamente con la morbidezza della polenta, facendo di questo piatto una sfiziosità unica.

Servito come portata all’interno di un pasto oppure come cicchetto informale, è sempre un successo.

Unendo altri due prodotti, uno tipico come il radicchio di Treviso Tardivo IGP e il secondo per tradizione come la “renga”, ne è nato un piatto gustoso e molto particolare

Le Schie

Se un tempo le schie erano considerate un pesce povero e poco pregiato, oggi sono state invece rivalutate anche dall’“alta” gastronomia, grazie al loro gusto unico e una polpa ricca di sapore, seppur la loro ridotta dimensione.

La schia della laguna di Venezia altro non è che un gambero, anzi, meglio dire gamberetto, viste le sue dimensioni ridotte.

Questo gamberetto grigio è una specie marina costiera che predilige le acque fredde e i fondali sabbiosi e aperti, ed è per questo che è così comune nel bacino lagunare tra Venezia e Trieste e anche nella zona del delta del Po.

È possibile trovare le schie soprattutto durante il periodo invernale, da ottobre a marzo, e vengono vendute ancora vive al banco del pesce: infatti, è proprio la loro vivacità a determinare il loro grado di freschezza!

La renga, ovvero l’arringa

Dai racconti di mia nonna, quando narrava di quanta fame avesse patito da piccolina, usciva spesso il nome di questo pesce non frequentemente utilizzato nelle nostre cucine.

Mi diceva che, soprattutto durante le feste speciali, per dare un po’ di gusto in più alla polenta abbrustolita utilizzavano alcuni stratagemmi, come tociare (inzuppare) la polenta su un pesce appeso ad uno spago sopra la tavola per fare in modo che si insaporisse.

È così che nasce la ricetta della “poenta e renga”.

RENGA DE’ NA VOLTA

“a i me tempi se magnava quatro fete de polenta brustolà e na renga pica via in meso o sora la tola… ma solo par pociare! Parchè, finìa la polenta, la mama fasea sparire ea renga che, co’ na scaldadina e do giosse de oio, ea giovava ancora.

E vanti cussì più che se podèa…”

Un ringraziamento speciale lo dedico alla mia amata regione, il Veneto https://www.veneto.eu/home che, attraverso l’account Instagram https://www.instagram.com/visitveneto/, mi ha dato la possibilità di farti conoscere questa ricetta.

Se hai voglia di preparare un dolcetto, ti consiglio di dare una sbirciata alla ricetta dei zaeti https://timoevaniglia.com/recipe/i-zaeti-i-classici-biscotti-veneti/

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Poenta, schie e renga.
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